La rivoluzione dei sottopancia

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I più attenti se ne accorsero già dalla sigla iniziale, che terminava con una scritta che invitava gli spettatori a diffidare di quanto avrebbero ascoltato. Ma la maggior parte delle persone, si sa, quando inizia il telegiornale sta cucinando o si sta preparando per la cena e alza la testa verso lo schermo solo quando sente la voce del conduttore che dà la buonasera.
E lì molti, ma ancora non tutti, notarono che sotto al nome del conduttore c’era anche, tra parentesi, il nome del ministro che l’aveva raccomandato dopo averne verificato l’assoluta fedeltà e disponibilità a traviare le notizie.

Eppure passarono diversi minuti prima che il funzionario delegato riuscisse a superare lo choc e ad alzare il telefono. Fece in tempo a passare un servizio sull’emergenza rifiuti, accompagnato da alcuni sottotitoli che spiegavano la situazione con la collusione alla camorra di quello stesso politico che, in quel preciso momento, evidenziava con viso contrito le responsabilità altrui.

Passò anche un pezzo sull’omicidio del momento, e questa volta le scritte in sovraimpressione parlarono di come queste notizie vengano gonfiate ad arte per distrarre dai problemi reali. Poi passò un industriale a parlare di morale nell’economia e la scritta ci ricordò la sua condanna per evasione fiscale. E un giornalista, di seguito, a commentare le giuste rivendicazioni di flessibilità dell’industria, quella stessa industria che – diceva la sovraimpressione – lo aveva lautamente ricompensato per questa intervista.

Si sentì un urlo strozzato dall’ufficio del direttore. Lo videro uscire, bianco in volto, e tuffarsi nella cabina regia premendo tasti a caso per fermare la trasmissione. Qualcuno gli disse che stavano provando a farlo da diversi minuti ma lui non era in grado di ascoltare nulla. Schiacciò altri tasti a caso e, infine, svenne.

Intanto il conduttore dapprima non capì il motivo dell’agitazione, poi qualcuno glielo disse e allora cominciò a balbettare, tentò di smentire quello che stava scritto sotto di lui, poi di coprirlo con le mani, infine scappò e nel video rimase solo una scrivania vuota.

Finalmente la trasmissione si fermò, da sola, e dopo alcuni secondi di schermo nero comparve il cartello che ne annunciava l’interruzione per motivi tecnici. Poi una breve vibrazione e alla scritta si aggiunse la frase “NON VI LIBERERETE MAI DI NOI”.

Il direttore, che aveva appena ripreso i sensi, svenne di nuovo.

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4 Risposte to “La rivoluzione dei sottopancia”

  1. La rivoluzione dei sottopancia (un link) « La pipa di Magritte Says:

    […] Zabajone “La rivoluzione dei sottopancia”, ovvero cosa accade quando la tivvù dice “mò basta, […]

  2. vix Says:

    TROPPO BELLO! Lo sharo subito.

  3. links for 2010-11-08 Says:

    […] La rivoluzione dei sottopancia « Zabajone […]

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